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Oscar e il suo mondo leggendario

Nei giorni scorsi, ho trovato un post molto interessante nel profilo Instagram di The Bookery, che parlava del medievalismo, cioè la rilettura del Medio Evo che è stata fatta dal fantasy, indubbiamente molto interessante.
Ecco alcune dei punti che sono stati trattati, ovviamente il lavoro è © di The Bookery:

Tutto molto interessante e da tornarci per studi e approfondimenti, ma a questo punto mi viene spontanea una domanda: ma anche sull’epoca di Oscar è stato fatto qualcosa di simile o è possibile fare qualcosa di simile? Lasciando perdere le divagazioni alla Bridgerton, occorre ricordare che la Storia della Francia durante l’età moderna è stata oggetto di tante storie romanzate, da Dumas alla serie di Angelica e ancora oggi gode di un certo interesse, anche se secondo me si potrebbe fare di più. Oscar è un’opera fondamentale per come è percepita oggi l’epoca di Maria Antonietta, ha creato davvero un immaginario particolare, partendo però dalla realtà, non ci sono draghi, incantesimi, magie, fate, spade stregate ed altre cose.
Esistono i sottogeneri fantasy del clockpunk e del flintlock, che immaginano appunto atmosfere fantastiche tra Quattro e Settecento, con risultati molto interessanti e un mondo tutto da esplorare e costruire, in cui si potrebbe coinvolgere anche Oscar e un po’ lo si fa già.
Il fascino di castelli, carrozze, cavalli, duelli, passioni, amori infelici, rivoluzioni, scontri, lutti è indubbio, figure come il moschettiere ma anche la nostra Oscar sono ormai potenti archetipi narrativi, ma è interessante che hanno l’aura di leggenda pur restando reali o legati alla realtà: non è un caso infatti che la sensei Ikeda ha sempre detto di aver voluto con la sua Oscar dimostrare che una donna poteva essere protagonista di una storia d’azione senza essere una super eroina. Quindi, abbiamo un qualcosa di diverso rispetto alle riletture in chiave fantasy del Medio Evo, una realtà romanzata affascinante e ormai mescolata ai fatti reali (chi riesce a pensare ancora alla Bastiglia senza avere di fronte agli occhi Oscar che dice di mirare alla parte alta della fortezza? O chi va a Versailles senza vedere la bionda Rosa ovunque?) da risultare strettamente connessa, una realtà alternativa che è come se si fosse realmente verificata.
Per questo motivo, Oscar è un personaggio molto più affascinante e incisivo di D’Artagnan, Angelica o di figure simili, interessanti e intriganti, certo, ma che non hanno questa sua statura che completa un cerchio tra leggenda e realtà.
Tutto molto da costruire e da studiare e in ogni caso l’immaginario legato alla corte di Versailles è da scoprire e approfondire, partendo da Oscar, e da chi se no?

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