Quanto ci ha dato Oscar?
In tanti stiamo rivedendo Oscar su Italia 2, magari con il doppio appuntamento, e nel gruppo Facebook Lady Oscar e André Grandier un amore senza fine, Franco Verardi ha postato questo messaggio, che io trovo davvero molto interessante:
Guardando per l’ennesima volta quelle puntate pensavo a quanto fosse eccezionale questa opera.
Rivista tantissime volte eppure le sensazioni di pathos che regala questo racconto rimane immutata non mi annoia mai.
Il tempo che scorre inesorabile non ne scalfisce l’immagine sia nei disegni che nel racconto.
L’Ikeda rimane una magnifica scrittrice ma sbaglia a non dare il giusto risalto a questo capolavoro animato di Nagahama e Dezaki che hanno contribuito a renderla immortale.
Quanto ha contribuito nella vostra adolescenza questo racconto?
Non potrei scriverlo meglio, ovviamente in tanti abbiamo concordato, ricordando quanto ci ha coinvolti. In particolare, Simona Sau ha scritto:
Anche io credevo di essere l’ unica a vivere questa storia con un tale coinvolgimento. Nel 2022 ho invece scoperto che c’ era un mondo di appassionati. Ricordo che, negli anni 80, a ogni inizio puntata, stavo proprio “male”, come ci si sente da innamorati , male e bene bene nel contempo, euforia e struggimento, era un’ emozione persistente, come se cio’ che accadeva fosse parte di me. Io amo di Lady Oscar soprattutto l’ aspetto formativo, educativo e introspettivo. Gli aspetti che riguardano gli esseri umani, le loro domande di senso , gli ideali e il fine ultimo dell’ esistenza. Alla fine e’ questo cio’ che conta. Il resto passa.
Oscar ha influenzato tantissimo la mia adolescenza, del resto il mio amore per lei è nato allora. Ma c’è un ma. Da adolescente, ero influenzata da certe affermazioni che sentivo intorno a me, mi si diceva che sì andava benissimo che mi piacessero i cartoni, ma che dovevo pensare a fare anche altre cose, che detestavo tra l’altro, come frequentare una scuola che ho odiato, a crescere e cercare altri interessi e che sarebbe stato tutto passeggero.
Purtroppo, ci ho anche creduto per un po’ e, anche quando mi sono poi riavvicinata agli anime con un approccio ormai più adulto, ho sempre sentito queste interferenze, con frasi tipo I fumetti sono un hobby, devi trovarti qualcosa di serio da fare oppure Vabbé ma sei settoriale, dovresti provare ad avere altri interessi e altre amenità del genere.
Solo in questi ultimi anni ho trovato il modo di vivere davvero questa passione per Oscar (e non solo, ci sono altre storie che amo e universi collegati), rivedendo scale di valori, priorità, aspirazioni, obiettivi e tanto altro. E ho imparato a mandare a stendere chi rompe, chiunque sia.
Oscar ha influenzato tutta la mia vita, in certi momenti ne sono stata più consapevole, in altri meno, ma l’importante è aver trovato un proprio posto e un proprio ruolo e in questo lei è stata fondamentale, così come è stato fondamentale scoprire che altre persone condividevano questa mia passione.
In questi giorni su Instagram sono stata colpita dal post di una ragazza che, in seguito ad un’esperienza ignobile, aveva deciso per un po’ di soffocare il suo amore per il bello e il romanticismo, finendo anche in giri spirituali e ritrovando poi anche il suo animo vero con un viaggio a Parigi. In me ci sono varie anime, l’anima nerd, l’anima gattara, l’anima creativa e l’anima romantica e nessuna di queste parti di me va cancellata e rinnegata, come mi è capitato di fare in certi momenti della mia vita, sbagliando. E posso dire che Oscar ha un ruolo di unione di tutte queste mie anime, mai in contrasto e tutte presenti in me.



